L’esperienza dei cerchi è una costante che ritorna nella mia vita e nella maggior parte dei casi mi ha sempre portato alla guarigione. Con guarigione intendo quella fisica, mentale ma soprattutto la guarigione dell’anima.
Oggi voglio raccontarvi di questo e fare anche un po’ di outing.
Circa 20 anni fa, nel lontano 1997, ho avuto una enorme esperienza di trasformazione.
Mi ero da poco più di un anno trasferita a Bologna per frequentare l’università e devo dire che ricorderò sempre quel periodo con la gioia nel cuore, grazie alle tante esperienze vissute di scoperta, divertimento, crescita e libertà.
Improvvisamente, in seguito ad alcuni eventi complicati fortunatamente poi risolti, mi sono trovata a dover fare i conti con un simpatico amico, fino a quel momento da me ignorato: il panico.
Oggi si fa presto a parlare di ansia e di panico, anzi è praticamente una ricorrenza nel linguaggio comune, ma vi garantisco che 20 anni fa non se ne parlava affatto e capire cosa stesse succedendo al mio corpo fu davvero un’impresa colossale.
Il mio fine in questo post, non è quello di parlarvi del panico, ma di raccontarvi grazie a quale esperienza sono riuscita a trasformare questi sintomi del mio corpo ed a tornare ad avere una vita normale: i gruppi di auto – aiuto.
Giovanissima ed assolutamente contraria all’assunzione di medicinali, cercavo la via della salvezza con modalità alternative e finalmente un bel giorno è arrivata.
Su una rivista ho trovato il numero di telefono e l’indirizzo web di una associazione di persone sofferenti di attacchi di panico* che si univano in gruppi, e “condividendo” le loro esperienze apportavano guarigione nel cerchio.
Nessun terapeuta, nessun medico, solo guide (ex panicosi) che agevolavano la comunicazione nel gruppo.
Un intero anno di incontri settimanali, in cui l’energia del gruppo, le diverse esperienze, il coraggio, la forza, l’amore, il non giudizio e l’affetto ha portato una reale trasmutazione in me e in tanti altri partecipanti e finalmente giorno dopo giorno, sono riuscita a ritornare alla mia vita di sempre.
Ovviamente cambiata e più consapevole.
Successivamente, grazie ad una formazione ottenuta da parte dell’associazione, assieme ad un’altra compagna di cerchio abbiamo realizzato un nuovo gruppo rivestendo il ruolo di facilitatrici della comunicazione ed abbiamo dato inizio ad un’altra incredibile esperienza di guarigione.
E così di gruppo in gruppo.
Oggi non ne faccio più parte, ma so che questa associazione prosegue i suoi percorsi e immagino che i gruppi siano presenti veramente in tutta Italia.
Questo racconto di vita reale e vissuta è un po’ un preludio che mi consente di arrivare ai giorni d’oggi, in cui ho riscoperto la bellezza della pratica dei cerchi anche nelle Tende Rosse.
E perfino in questo caso si parla sempre di guarigione: la riscoperta del femminile, della ciclicità, della nostra parte più profonda e del nostro legame con la Madre Terra. Un luogo di trasformazione in cui ognuna può esprimere la propria individualità senza sentirsi giudicata ma solo protetta e amata.
Il cerchio delle donne è sorellanza, è un luogo del cuore dove esprimere e ritrovare la nostra essenza e il nostro essere donna, un luogo custodito in cui potersi esprimere liberamente grazie all’accoglienza reciproca.
Condivisione, accoglienza, amore, non giudizio, ascolto, sostegno, sono tutte componenti necessarie secondo me, in qualunque contesto, per portare la guarigione dell’anima.
In un mondo sempre più incline all’individualismo e alla malattia, cerchiamo il nostro cerchio, troviamo il nostro posto e la guarigione dell’anima.
Con affetto,
Paola
*https://www.lidap.it/

